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CALL. 30.06.2016: Lingua orale e parola scenica - Pavia (Italy)


FECHA LÍMITE/DEADLINE/SCADENZA: 30/06/2016

FECHA CONGRESO/CONGRESS DATE/DATA CONGRESSO: 10-11/11/2016

LUGAR/LOCATION/LUOGO: Università degli Studi di Pavia (Pavia, Italy)

ORGANIZADOR/ORGANIZER/ORGANIZZATORE: Angela Albanese (Università di Modena e Reggio Emilia) ; Maria Arpaia (Università di Napoli “L’Orientale”) ; Vera Cantoni (Università di Pavia)

INFO: call - web - graduateconference.unipv@gmail.com

CALL:

I dottorati di ricerca in Letterature Comparate e in Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” hanno promosso nel 2013 una graduate conference dal titolo “L’oralità sulla scena. Adattamenti e transcodificazioni dal racconto orale al linguaggio del teatro”. Il successo dell’iniziativa ha portato nel 2014 a un secondo incontro, dal titolo “La scena dell’oralità. Per una voce fuori luogo”, presso il Centro Interdipartimentale di Studi sulle Arti Performative dell’Università di Messina.

Quest’anno, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Pavia, e in particolare la Sezione di Lingue e Letterature Straniere, in collaborazione con il Collegio Ghislieri, presenta la terza edizione della graduate conference puntando l’attenzione sul ruolo della lingua nell’articolato rapporto fra oralità e performance. La parola teatrale si presenta per sua natura come parlata, sebbene in molti casi la sua origine sia letteraria: il suo medium è costantemente orale, ma la sua concezione variabile. Questo scarto, insieme all’ulteriore passaggio che vede i testi drammatici spesso conservati in forma scritta, costituisce la fondamentale premessa per una complessa rete di potenzialità espressive per gli artisti e di sfide per i ricercatori.

Sul piano semiotico è evidente la peculiarità di discorsi che hanno emissari e interlocutori sul palco, ma anche ulteriori emittenti “dietro le quinte” e destinatari nel pubblico; ponendo l’accento sulla distinzione fra oralità e letteratura, è possibile notare che il parlato dei personaggi è in realtà spesso recitazione di uno scritto, che può a sua volta derivare da una tradizione orale, così come alla ricezione degli spettatori-ascoltatori si può assommare quella di chi legge un copione manoscritto o a stampa.

All’incrocio fra parlato-recitando, parlato-parlato e parlato-scritto (o piuttosto, in questo caso, trascritto), le parole pronunciate in scena spesso attingono alle risorse di una cultura orale e al tempo stesso ne danno una preziosa testimonianza, che peraltro viene frequentemente fissata, in contraddizione con la sua natura, scrivendola. L’intreccio verbale è documento di tutto questo processo, artistico e accidentale, e pertanto la sua analisi può gettar luce sia sul ruolo dell’oralità nella creazione drammaturgica sia sul testo teatrale come raro lascito di lingue e culture totalmente o prevalentemente orali. Nell’ottica di una discussione auspicabilmente tanto ampia per prospettive e riferimenti quanto specifica nell’esaminare il rapporto fra oralità e scena, saranno benvenuti alla graduate conference contributi che affrontano questa tematica nei contesti culturali e con i punti di vista disciplinari più vari.

Fra le possibili linee di indagine si segnalano: ● testi drammatici o comunque nati per la performance come testimonianze scritte – e pertanto problematiche – di oralità perdute, quali quelle del mondo antico o del medioevo europeo; ● marche dell’oralità che permettono di riconoscere (o, per la loro assenza, di negare) l’origine orale di un’opera letteraria destinata o approdata alla scena; ● teatro come eccezionale espressione “letteraria” di lingue sostanzialmente orali (dialetti, per esempio) o create appositamente per la performance; ● traduzioni che si propongono di (ri)creare e (ri)scrivere l’oralità per la scena in un diverso contesto.

Laureati, dottorandi e dottori di ricerca interessati a partecipare sono invitati a inviare, entro il 30 giugno 2016, un abstract di 300 parole e un breve curriculum scientifico all’indirizzo graduateconference.unipv@gmail.com Il comitato scientifico selezionerà le proposte in base alla qualità e alla pertinenza rispetto alle tematiche del convegno e darà comunicazione del risultato ai proponenti entro il 20 luglio 2016.

Gli interventi avranno una durata di 20 minuti ciascuno. Le lingue di lavoro saranno italiano e inglese. Maggiori informazioni sulle premesse dell’iniziativa e sulle precedenti edizioni sono disponibili sul web all’indirizzo https://graduateconferenceunior.wordpress.com/

Progetto scientifico: Angela Albanese (Università di Modena e Reggio Emilia) Maria Arpaia (Università di Napoli “L’Orientale”) Vera Cantoni (Università di Pavia)

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