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CALL.03.04.2021:“È andata come dicevo io”. Cassandra: mito, contesti e significati - Perugia (Italy)




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FECHA LÍMITE/DEADLINE/SCADENZA: 03/04/2021

FECHA CONGRESO/CONGRESS DATE/DATA CONGRESSO: 07-08/01/2021,

LUGAR/LOCATION/LUOGO: Università degli Studi di Perugia (Italy)


ORGANIZADOR/ORGANIZER/ORGANIZZATORE: Dr. Lorenzo Calafiore; Dr. Lucia Pallaracci; Dr. Giulia Vitali


INFO:


CALL:


CALL FOR PAPERS (IT)


“È andata come dicevo io”. Cassandra: mito, contesti e significati


Il mito di Cassandra, come altri, si è evoluto nei secoli per molteplici fattori storici, politici e culturali, a partire da alcuni mitemi essenziali – il dono della profezia, le vicende familiari, il rapimento da parte di Aiace, l’assassinio per mano di Clitennestra -, che si sono arricchiti di dettagli e sfumature di significato. Da vergine di straordinaria bellezza in Omero, Cassandra diviene profetessa e oniromante nei Canti Ciprii; da schiava di guerra e concubina nell’Agamennone di Eschilo, si fa interprete della tragedia dei vinti in Euripide; e ancora, da vittima di sacrilegio da parte di Aiace Oileo nell’Iliou Persis, diventa oggetto di stupro nella letteratura di età ellenistica, come forse già anticipato dall’iconografia vascolare (e.g. l’hydria “Vivenzio”); nell’Alessandra di Licofrone profetizza eventi storici, quali le Guerre Persiane, i successi di Alessandro Magno e il dominio di Roma.

La figura di Cassandra, ricorrente nella cultura occidentale, sembra attirare l’attenzione soprattutto in periodi di crisi o nell’imminenza di una catastrofe. Per esempio, nei Sepolcri foscoliani indica nella gloria imperitura della poesia la via del riscatto dalla sconfitta politica; nella pittura simbolista esprime la crisi delle certezze positiviste, mentre in Queneau predice il termine dell’età dell’oro; nel monologo di Christa Wolf (1983), influenzato dall’atmosfera della Guerra Fredda, allude alla fine di un’epoca; lancia un monito sull’attuale emergenza climatica nel recente spettacolo teatrale di Jan Fabre (Resurrexit Cassandra, 2020). In psicanalisi, è l’archetipo dell’ autocolpevolizzazione e della tendenza a formulare profezie negative che si autoavverano.

Il fascino del personaggio è strettamente connesso alla sua manteia, dono e maledizione di Apollo, il quale, colto da passione, le avrebbe donato la capacità profetica per poi condannarla a non essere creduta, in ragione del suo rifiuto. Tuttavia, secondo un’altra versione di minore fortuna, avrebbe ricevuto da neonata la capacità divinatoria nel tempio di Apollo Timbreo, insieme al gemello Eleno, grazie a due serpenti sacri. La preveggenza sembra, comunque, indissolubilmente legata alla sua verginità, come presuppongono il diniego all’amore di Apollo, i matrimoni mancati e il rifiuto degli attributi sacerdotali in prossimità di minacce alla sua castità.

Inoltre, Cassandra sembra oscillare, tra i due poli dell’apollineo e del dionisiaco: la mantis dolorosamente legata ad Apollo di Eschilo è contrapposta alla menade di Euripide, Ennio, Seneca. Tuttavia, mania apollinea e mania dionisiaca, di là dalle differenze epifenomeniche, sono tra loro contigue: a Delfi, insieme al culto apollineo, si praticava anche quello dionisiaco, addirittura preponderante nel periodo di assenza invernale di Apollo.

Le capacità profetiche, d’altra parte, ne determinano l’esclusione dal nucleo familiare e dalla società, fino a ingenerare in lei vergogna: la principessa troiana ha un rapporto conflittuale con quasi tutti i suoi parenti, a eccezione di Ettore. La vergine non può e non vuole rivestire il ruolo di madre e sposa e, nonostante la veridicità dei suoi avvertimenti, non è tenuta in considerazione, in quanto donna e perché considerata folle.

Riconducibile a una religiosità femminile ancestrale, è da considerare vittima del patriarcato: inglobata nel dominio maschile di Apollo, è poi privata della credibilità di cui godono invece i sacerdoti maschi, come Eleno. Tuttavia, la forza e la determinazione con cui resiste al conformismo di genere fanno della profetessa un modello per le donne che ancora oggi lottano contro l’esclusione e la sottomissione.


Questa Call for papers invita a proporre contributi in relazione a:

  1. processi mitopoietici in rapporto al contesto storico;

  2. fortuna del mito di Cassandra nella letteratura, nelle arti, nel teatro e nell’immaginario collettivo;

  3. caratteristiche della sua arte profetica;

  4. psicologia del personaggio, anche in rapporto al contesto familiare e sociale;

  5. eccezionalità e universalità del femminino rappresentato da Cassandra.

Ogni aspetto potrà essere trattato dal punto di vista letterario, linguistico, filologico, storico-artistico, storico-religioso, antropologico, psicologico, sociologico e secondo una prospettiva diacronica, intertestuale, comparatistica, interdisciplinare.

Saranno presi in considerazione contributi redatti nelle seguenti lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese.

I contributi saranno sottoposti a processo di blind review. La scadenza per l’invio delle proposte è fissata al 03/04/2021.


I contributi dovranno pervenire al seguente indirizzo: convegno.cassandra@gmail.com


La mail dovrà contenere:

  • • un file formato .doc contenente il nome dell’autore, un breve profilo bio-bibliografico, l’eventuale affiliazione accademica, un indirizzo mail attivo;

  • • un file formato .doc anonimo contenente il titolo dell’articolo e un abstract di circa 300 parole.

Gli autori dei contributi selezionati saranno invitati a partecipare, con un intervento di massimo 20 minuti, a un Convegno Internazionale che si terrà all’Università degli Studi di Perugia presso il Dipartimento di Lettere – Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne nei giorni 7-8 ottobre 2021; le modalità di svolgimento dipenderanno dall’evoluzione del contesto pandemico e saranno comunicate successivamente.


Comitato scientifico e organizzativo: Prof. Donato Loscalzo, Dott. Lorenzo Calafiore, Dott.ssa Lucia Pallaracci, Dott.ssa Giulia Vitali (Università degli Studi di Perugia)


CALL FOR PAPERS (EN)


“I told you so”. Cassandra: Myths, Contexts, Meanings


The myth of Cassandra, like many others, has evolved over the centuries for a variety of historical, political, and cultural reasons. The fundamental themes of the myth – her gift of prophecy, her family history, her abduction by Ajax and her murder by Clytemnestra – have been gradually enriched in detail and shades of meaning. From the Homeric virgin of extraordinary beauty, Cassandra became a prophetess and diviner in the Cypria. From war slave and concubine in Aeschylus’ Agamemnon, she became the character who gave voice to the tragedy of those defeated in Euripides. From the victim of Ajax the Lesser’s sacrilege in the Iliupersis, she became the object of rape in Hellenistic literature, as was perhaps already hinted at in the iconography of Ancient Greek pottery (e.g. “Vivenzio” funerary hydria), and in Lycophron’s Alexandra Cassandra prophesied major historical events, such as the Persian Wars, Alexander the Great’s victories, and the rule of Rome.

A recurring character in Western culture, Cassandra seems to have attracted special attention in periods of crisis or times of imminent catastrophe. In Ugo Foscolo’s Dei Sepolcri, for instance, Cassandra showed that the way to salvation from political defeat was in the imperishable glory of poetry; for Symbolist painters, she expressed the crisis of Positivist certainties; in Raymond Queneau, she predicted the end of the Golden Age; in Christa Wolf’s 1983 monologue, influenced as it was by the tensions of the Cold War, she hinted at the waning of an epoch; and in one of Jan Fabre’s recent theatrical works (Resurrexit Cassandra, 2020), she warned against the current climate emergency. On top of this, in psychoanalysis, Cassandra has become the symbol of self-accusation and the tendency to formulate negative self-fulfilling prophecies.

Fascination with the character of Cassandra is closely connected to her manteia, the gift of prophesy that Apollo, passion-struck, bestowed upon her, and then transformed into a curse when she refused his love, condemning her never to be believed, when she refused his love. According to another and less popular version of the myth, however, Cassandra received her prophetic skills as an infant by two sacred snakes, together with her twin brother Helenus, in the temple of Apollo Timbreus. Prophesying, in any case, appears to be inextricably linked to her virginity, as her refusal of Apollo’s love, her failed marriages, and the rejection of her priestly attributes when her chastity was threatened seem to suggest.

Cassandra also seems to oscillate between Apollinian and Dionysian extremes: the mantis painfully associated with Apollo in Aeschylus is opposed to Euripides’, Ennius’, and Seneca’s maenad. Despite their different by-products, however, Apollinian and Dionysian mania were indeed contiguous: in Delphi, the cult of Apollo was practiced together with that of Dionysus, with the cult of Dionysus even prevailing during periods of Apollo’s absence in the winter. Cassandra’s prophetic skills excluded her from both her family nucleus and society, and became a cause of shame for her: the Trojan princess had a conflicting relationship with almost all her relatives, with the sole exception of Hector. The virgin could not and was not willing to play the role of mother and wife. Furthermore, she was not given credit for the truthfulness of her warnings, because she was a woman and was considered insane.

Identifiable as part of an ancestral and feminine kind of religiousness, Cassandra can be considered as a victim of the patriarchy: encompassed into Apollo’s male dominion, she was then deprived of the credibility enjoyed by male priests, such as her twin brother Helenus. However, the force and determination that she used to resist gender conformism have turned her into a model for all the women who are still fighting against exclusion and submission.


This Call for Papers invites contributions addressing issues like, but not limited to, the following:

  1. Processes of myth-making in relation to the historical context;

  2. Reception of the myth of Cassandra in literature, drama, the arts, and collective imagination;

  3. Characteristics of her prophetic art;

  4. Psychology of the character, also in relation to the family and social contexts; and

  5. Uniqueness and universality of the female embodied by Cassandra.

Each issue can be addressed from a literary, linguistic, philological, historical, artistic, religious, anthropological, psychological, and sociological point of view, as well as from a diachronic, intertextual, comparative, and interdisciplinary perspective.


Proposals can be written in Italian, English, Spanish or French, and will be submitted to a blind review process.

The deadline for submission is 03 April 2021.


Proposals should be sent to the following email address: convegno.cassandra@gmail.com


The email must include:

  • • A .doc file with the name of the author, a short bio-bibliographical note, academic affiliation (where possible), and an active email address; and

  • • A .doc anonymous file with the title of the proposal and a 300-word abstract.

The authors of the selected proposals will be invited to participate, with a 20-minute paper (maximum), in an International Conference to be held at the Department of Humanities of the University of Perugia, Italy on 7-8 October 2021.


Whether the Conference will be held in presence or online depends on the evolution of the global pandemic and notifications in this sense will be given in due course.


Scientific and Organizing Committee: Prof. Donato Loscalzo, Lorenzo Calafiore (PhD Candidate), Dr. Lucia Pallaracci, and Dr. Giulia Vitali (University of Perugia, Italy)

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